Diario del viaggio a Salonicco dal 12 al 15 maggio 2016

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 DIARIO  DI  VIAGGIO

Partiamo giovedì 12 maggio alle 15,15 da Orio al Serio e arriviamo a Salonicco dopo due ore circa di viaggio, alle 18,30 ora locale. Raggiungiamo l’ostello Rentrooms Hostel con il bus che collega l’aeroporto alla città. La location è molto carina, in posizione centrale, dietro al monumento romano della Rotonda, uno dei simboli della città, affacciata su un giardino pubblico su cui si apre la veranda bar/ prima colazione.

Ci sistemiamo e usciamo percorrendo il bellissimo lungomare, diretti al quartiere Ladadika, antica sede dei magazzini  portuali dell’olio, restituito alla città con il restauro dei caratteristici edifici a due piani oggi adibiti a bar, ristoranti, taverne, gelaterie e pasticcerie.

hqdefault  Il quartiere Ladadika

Ceniamo in una delle più antiche birrerie e riceviamo la inaspettata e graditissima “visita di accoglienza” di Margarita Margariti, Eleni  Rizopoulou e Vangelis  Efthimiadis, i medici del KIA che avevamo conosciuto a Milano in occasione dell’evento organizzato in febbraio dall’Associazione.

VISITA ALL’ AMBULATORIO  KIA (Ambulatorio Sociale di Solidarietà)

DSC01912  Il manifesto che accoglie in diverse lingue

Venerdì mattina 13 maggio incontriamo la nostra guida turistica italiana Theodora Simintiridou  e andiamo a visitare l’Ambulatorio Sociale e Solidale (KIA), dove siamo accolti da Maria Kokkali, un’altra dottoressa del gruppo intervenuto in febbraio a Milano, da Eleni, da Margarita e dalle volontarie della segreteria e della farmacia.

Il KIA si trova al primo piano di un condominio. Lo spazio è stato messo a disposizione gratuitamente dall’organizzazione che riunisce i sindacati.

DSC01898  L’ingresso dalla strada

Il centro non riceve alcun sussidio pubblico, e pur essendo formalmente illegale per l’assenza di una legislazione specifica, viene tollerato di buon grado dalle autorità. L’ambulatorio è aperto sulla fiducia e senza controlli a chiunque dichiari di non possedere un’assicurazione sanitaria. Per l’utente, è tutto completamente gratuito, anche i farmaci.

E’ una giornata particolarmente tranquilla perché funziona solo lo studio dentistico. La sala d’aspetto non è affollata come al solito perciò possiamo parlare con le dottoresse e ricevere tutte le spiegazioni sul funzionamento e l’organizzazione dell’ambulatorio. Ascoltiamo la loro presentazione e facciamo le nostre domande con l’aiuto di Theodora che fa da interprete.

DSC01904 Theodora traduce la presentazione

Gli argomenti emersi sono in gran parte già stati trattati all’ incontro di febbraio . Troverete tutta la documentazione qui:

https://nonfacciamoaffondarelagrecia.wordpress.com/le-iniziative-di-solidarieta/incontro-facciamo-il-punto-sulla-grecia-22-febbraio-2016/

Visitiamo quindi gli ambulatori,  la segreteria  e la farmacia. L’ambulatorio dentistico è il più grande, con 2 postazioni , gli altri due sono più piccoli con un’unica postazione.

Patologia   odontoiatria

La segreteria è organizzata autonomamente nei turni e nei metodi, come la farmacia e i tre comparti medici (medicina generale, psichiatria/psicologia, odontoiatria). Notiamo che tutto il lavoro di segreteria è cartaceo, perfino l’archivio contenuto in una grande scaffalatura. In farmacia ci informiamo sulle necessità e prendiamo accordi sulle prossime spedizioni.

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Visitiamo anche il deposito in cui arrivano  le spedizioni , dove si  smistano i farmaci e si conservano quelli d’uso meno frequente. Vediamo molto lavoro organizzativo e molta professionalità nonostante gli scarsi mezzi.

 Salutiamo i volontari e usciamo. Maria e Margarita ci accompagnano ad una ouzerie per sosta pranzo, poi passiamo da un cafeneion  gestito da un volontario, in cui incontriamo Alì, rifugiato siriano giovanissimo in attesa di essere smistato in qualche paese europeo con il programma per l’integrazione dei migranti. I genitori vivono a Damasco e lo hanno mandato in Grecia per allontanarlo dalla guerra. Parla un perfetto inglese e collabora con i medici quando serve un interprete nei campi profughi.

Nel pomeriggio visitiamo il Museo Archeologico di Salonicco, che espone importantissimi reperti della storia millenaria della città, soprattutto i tesori della tradizione macedone dei tempi di Filippo e Alessandro Magno.

DSC01928 Il Museo Archeologico

Theodora  ci fa apprezzare la visita grazie alle sue spiegazioni piacevoli e sintetiche . E’ così disponibile e noi abbiamo tante domande da farle perché non conosciamo o non ricordiamo molti avvenimenti della loro storia. Continuiamo a conversare su quel che abbiamo imparato anche ritornando verso l’ostello.

In serata ci trasferiamo a Kastra, la parte alta della città in cui ancora si conservano le sue antiche mura. Prima della caduta dell’impero ottomano era la parte turca musulmana della città, che ancora oggi mantiene il suo carattere mediorientale.  Qui i volontari del KIA ci hanno organizzato una bella serata con musica dal vivo e cena con piatti tipici e mezedes . Vengono a trovarci tutti i volontari dell’ambulatorio che parlano italiano e che si mescolano tra noi, così passiamo la sera  parlando con loro e scambiandoci opinioni e informazioni .

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Sabato  mattina 14 maggio appuntamento con Theodora  e visita ai principali monumenti della città: La Rotonda, Il foro e i mercati romani, Agios Dimitrios. Cominciamo a conoscere meglio una Salonicco multiculturale che è stata macedone, romana, bizantina e infine ebraica, ottomana e greca.

DSC01942  La Rotonda

La cripta di Agios Dimitrios  DSC01945

Sosta al cafe/libreria “Il Poeta” , cooperativa dove si può leggere, acquistare libri nuovi o usati ma anche consumare bibite e caffè.

Proseguiamo nel nostro programma con una piacevole variazione: i responsabili degli Orti Urbani Perka ci invitano ad un assaggio dei loro prodotti con grigliata. Dobbiamo fare la spesa e acquistare spiedini, formaggio e funghi  da fare alla brace.  Poi Dimitris ed Euripide, due soci degli Orti, caricano tutto sui motorini e ci precedono nella ex caserma di  Karataso.

VISITA  AGLI  ORTI  SOCIALI  PER.KA (Coltivatori Periurbani)

DSC01948  Ingresso al primo lotto Perka 1

Si tratta di un’area di 68 ettari abbandonata  da dieci anni, con ampi spazi incolti e alcuni fabbricati fatiscenti , recuperata  nel 2011 da 30 cittadini che volevano coltivare frutta e ortaggi per il proprio consumo. Insieme a quelli di Ellenikò, nell’ex aeroporto di Atene, sono i primi orti sociali in Grecia, seguiti da molti altri in tutto il paese.

Perka è una libera associazione di cittadini, apartitica, il cui motto è liberi semi, libera terra, liberi umani. Oltre all’attività negli orti, si svolgono seminari, corsi, si fanno attività con le scuole, ci sono collegamenti con gli altri orti sociali.

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A Perka  si coltivano relazioni non solo ortaggi, c’è una bella atmosfera da scampagnata, e si respira collaborazione. Le famiglie coinvolte nel programma sono finora 120 ma le aree da recuperare sono ancora molte e c’è una lista d’attesa. Tutti i cittadini di Salonicco e dintorni possono partecipare: ne fanno parte disoccupati, operai, giovani, pensionati, insegnanti con una sola clausola: dopo sei mesi che un orto non è più curato devono lasciare il posto ad altri.

Da quando la caserma è stata dismessa il comune ha tolto l’acqua e la corrente elettrica. I coltivatori di Perka hanno fatto trivellare un pozzo a proprie spese e lo hanno collegato agli orti con tubazioni interrate grazie alla collaborazione di tutti. Attraverso queste tubazioni una pompa riempie le cisterne degli orti. Per la corrente elettrica si usano dei generatori.

13265983_1800496553514066_6865184356615132113_n  Mappa dell’intera area della ex caserma Karataso

Ad oggi sono state recuperate 6 grandi superfici ,ciascuna con 25/30 orti individuali. A ogni famiglia viene assegnato uno spazio di mezza pertica (circa 35 mq) da coltivare liberamente, con l’impegno di non usare prodotti chimici e coltivare specie locali. Anche qui, ogni orto ha la sua assemblea e i propri spazi comuni. Una volta al mese l’assemblea generale.

Si coltivano piante locali in varietà antiche,tutti i semi provengono da Peliti, località a nord di Salonicco, dove si svolge ogni anno in aprile un grande raduno internazionale per lo scambio di semi antichi e varietà autoctone.

Gli orti sono bellissimi e molto curati. Quando l’esercito ha mandato un carro armato con l’intento di distruggerli  e cacciare il gruppo,  i militari non hanno avuto il coraggio di distruggere tanto lavoro e tanta bellezza e se ne sono andati.

Ora si attende una decisione da parte delle autorità. Difficile che l’esercito riesca a vendere i terreni come recentemente dichiarato , la speranza è che possa diventare un parco pubblico dove poter conservare gli orti. Questo chiedono al Comune i “coltivatori periurbani “ .

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Arriviamo ai tavoli sistemati sotto gli alberi, dove la griglia è già calda e tutti si danno da fare per preparare il pranzo. Si mangia in compagnia chiacchierando. Nessuno ci conosce, spieghiamo cos’è Irene e cosa sono i GAS, argomento che suscita molto interesse. Poi si canta a botta e risposta: una canzone italiana e una greca.  Ci si saluta con un arrivederci e riprendiamo la strada verso la città.

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Alcuni di noi tornano a Salonicco,  altri vanno a visitare la Vio.Me insieme a Sissi, una volontaria del KIA che parla italiano e che li attende sul posto.

 VISITA ALLA FABBRICA RECUPERATA  VIO.ME

13227855_10208059824067948_1073361309_n  Ingresso dalla strada

Ci accoglie Dimitri, elettrotecnico, che fa oggi il turno di guardia. La fabbrica è presidiata 24h, ma il turno di lavoro finisce alle 15. E’ sabato pomeriggio e c’è un solo operaio al lavoro. La fabbrica produceva piastrelle e impiegava 69 dipendenti. Ora ce ne sono 23. quasi tutti gli impiegati e i tecnici sono andati via. Quando Philippou, la proprietaria, dichiarò fallimento, e la fabbrica venne occupata, gli operai proposero un piano industriale dettagliato e fattibile, senza riduzione di personale per il recupero della produzione, ma non vennero ascoltati. Un macchinario appena acquistato che produceva 80 tonnellate in 8 ore, del valore di milioni di euro, venne svenduto per 50mila euro, la linea di produzione fu fermata. Inizialmente gli occupanti tentarono di riattivare la produzione di piastrelle, ma i costi erano troppo alti. Decisero allora di cambiare la produzione in saponi e detergenti biologici, utilizzando gli spazi della fabbrica, e alcuni macchinari, più che altro miscelatori.

13249599_10208059821147875_347049275_n    13249354_10208059823347930_1708184224_n  detersivi e saponi

Da poco gli operai hanno vinto la causa contro la proprietà per la vendita dei macchinari che stanno utilizzando. Philippou fa pressione sugli ex dipendenti non occupanti, promettendo il pagamento degli stipendi arretrati se la fabbrica sarà sgomberata e i beni venduti. Nonostante le accuse degli ex colleghi, la popolazione sostiene gli occupanti. Dimitri ci racconta che all’inizio, non avrebbero potuto farcela senza l’aiuto dei cittadini che portavano viveri e solidarietà. Ora la presenza dell’ambulatorio Kia contribuirà a rafforzare i legami tra la fabbrica occupata e il quartiere.

12799106_1767257966837925_4180523845519341290_n  Abulatorio del KIA all’interno della fabbrica

Come tutti gli spazi industriali non utilizzati, gli ambienti enormi, i capannoni semivuoti danno un’impressione di decadenza. Ma Dimitri è orgoglioso e soddisfatto dei risultati raggiunti. Dopo due anni di occupazione, tutti i 23 lavoratori riescono a guadagnare l’importo della cassa integrazione, e le previsioni sono in crescita, tanto che stanno creando nuovi posti di lavoro per riuscire a soddisfare la richiesta. La svolta è avvenuta con la creazione del sito e la vendita online. Ora hanno punti vendita in tutta la Grecia, e spediscono in Germania, Francia e Italia. Due colleghi sono ad Atene per gestire l’ufficio commerciale. La produzione arriva a 1000 kg al giorno, a seconda degli ordini, ma come si diceva non riescono a stare dietro alle richieste.

In effetti, la fabbrica non sembra strutturata per una produzione razionale e intensiva. La preparazione dei saponi è quasi completamente manuale.

13250349_10208059822587911_673038262_n  Una fase della lavorazione dei saponi

Dimitri ci mostra il laboratorio dove i tecnici studiano la composizione dei prodotti, e gli uffici, tappezzati di manifesti di lotta e solidarietà da varie parti del mondo.

Nei magazzini ci sono ancora piastrelle, sacchi di sabbia, e macchinari per la vecchia produzione. Ci sono anche decine di scatoloni con abiti usati. Gli spazi vengono utilizzati come magazzino anche da associazioni a sostegno dei rifugiati. Alla Vio.me le decisioni vengono prese in assemblea. Ancora di più che a Kia e Perka, è facile immaginare le tensioni e le divergenze sulle strategie da adottare. Ma Dimitri sembra sereno, dalle sue parole non traspare un’impressione di conflitti, anzi. Questa esperienza ha fatto crescere le persone coinvolte, che hanno imparato a dimenticare il proprio ego per il bene comune.

A ottobre la Vio.me ospiterà il primo incontro internazionale delle fabbriche occupate autogestite. Ci sarà anche la nostra Rimaflow.

Sissi, la volontaria del Kia che ci accompagna, ci saluta con una raccomandazione: non dimenticateci. Per quanto ci riguarda, il modo migliore di non dimenticare , oltre a quello di testimoniare, è anche portare nel nostro quotidiano modelli di condivisione delle risorse, solidarietà nella distribuzione degli utili e armonia nelle relazioni.

13235960_10208059820507859_167467753_n    Il gruppo con Dimitri

La sera ci ritroviamo tutti all’ostello con Theodora e ci avviamo verso Modiano e Kapani, i due mercati centrali molto caratteristici, che la sera tengono aperte piccole taverne con i tavolini sulla strada. Qui ceniamo alla greca coi soliti mezedes, assaggi di tutti i tipi, e riceviamo la visita dei medici del KIA e di Dimitri di Perka con le sue due bambine. Bella serata estiva e buona compagnia, ci salutiamo contenti e pronti per partire, ci scambiamo indirizzi e telefoni, salutiamo anche Theodora e torniamo in ostello.

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Domani, domenica 15 maggio, si parte presto col bus che va all’aeroporto.

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