“This is not a coup” di Aris Chatzastefànou – 2016

Questo è il link al documentario di Aris Chatzistefànou sulla crisi greca, con sottotitoli in inglese:

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Partono altre due spedizioni sponsorizzate dai gas

 

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STANNO PARTENDO LE PRIME SPEDIZIONI SPONSORIZZATE DAI GAS

Grazie alla collaborazione di alcuni gas milanesi possiamo contare sul loro aiuto economico per finanziare le spedizioni dei farmaci. Le prime spedizioni sono accompagnate da questi biglietti di saluto e di presentazione del GAS.

Biglietto_GAS_LOLA

Biglietto_GAS_DEL_SOLE

Biglietto_GAS_FILO_DI_PAGLIA

 

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SIAMO SU “TIENIMI D’ OCCHIO”

L’associazione Irene ha pensato di avvicinarsi ai ragazzi delle scuole inserendo una sua pagina nel diario scolastico più innovativo educativo e divertente del momento:

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Intervista al dottor Vichas dell’ambulatorio MKIE di Atene

TG3 del 4 luglio 2018 – dal minuto 14.22 al 16.30

https://www.raiplay.it/social/video/2018/06/TG3-6bbf032d-b93d-4582-b69d-653ef713a673.html

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LA SOLIDARIETA’ VINCE

L’ambulatorio MKIE non sarà sfrattato finchè non sarà individuata e strutturata una nuova sede. Questo è stato possibile grazie dalla pressione esercitata a Bruxelles dai messaggi di solidarietà arrivati da moltissimi sostenitori, gruppi, associazioni, sindacati e collettivi di tutta Europa. Ecco l’articolo in inglese apparso sul sito del MKIE:

http://www.mkiellinikou.org/en/2018/06/21/solidarity-is-the-strongest-weapon/

 

 

 

 

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Diario del viaggio a Creta dall’11 al 18 maggio 2018

Partiamo in 22 da Orio al Serio alle 17,30 dell’11 maggio. Immancabile la nostra mascotte Olmo (di anni 13, ormai adolescente!! Come farà a sopportarci?), altre due compagne di viaggio ci raggiungeranno da Pisa con un altro aereo e saremo 24.

CHANIA’ (Canea veneziana, Χανιά )

Arriviamo a Chanià col buio. Troviamo ad accoglierci la nostra guida Kalliope insieme al conducente del pullman, che ci porta fino ai piedi delle antiche mura veneziane della città. Da lì un passo a piedi e si apre la vista del magnifico porto veneziano tutto illuminato. L’albergo è proprio nel centro antico della città, affacciato sul porto, dietro ad un kafeneion abbellito da un rigoglioso pergolato.
Primo (ma anche ultimo!) intoppo: il gestore, contattato con grande anticipo da Ilaria, la nostra tour operator, non ci aspetta per quella sera (?!) Ma in Grecia tutto si aggiusta con creatività e, dopo qualche telefonata e un po’ di attesa, veniamo dirottati in tre alberghetti attigui. Ci sistemiamo nelle nostre camere e facciamo una passeggiata serale con spuntino tardivo in uno scenario da favola.

Il mattino dopo, sabato 12 maggio, Chanià ci appare in tutto il suo splendore: gli antichi palazzi veneziani, il faro veneto/egizio, la moschea, le viuzze di pietra cariche di bouganville multicolori, i minareti, le chiese e i cortiletti decorati e arredati con eleganza.

  

Percorriamo le strade del centro storico insieme alla nostra guida, che ci racconta la storia della città e ci porta fino al vecchio mercato coperto, un pot-pourri di colori, odori e sapori. C’è perfino un organetto che suona le canzoni di una volta. Facciamo qualche acquisto di prodotti tipici : ottimi formaggi cretesi, olive, “kalitsoùnia” (dall’italiano calzoni) ripieni di ricotta, spinaci ed erbe aromatiche. Pranzo autogestito sulla terrazza panoramica dell’albergo.

AMBULATORIO SOCIALE –  FARMACIA SOLIDALE DI CHANIA’
(ΚΙΦΑΧ – Κοινωνικό ιατρείο – Φαρμακείο Αλληλεγγύης Χανίων)

Nel pomeriggio siamo attesi presso l’Ambulatorio dal presidente Manolis Frangàkis e dalle volontarie Viki Arvelàki, responsabile della comunicazione e Angelina Katsifaràki della segreteria. Manolis, tradotto simultaneamente da Makis, ci presenta l’ambulatorio.

Si trova al 1° piano di un edificio piuttosto recente, in un appartamento concesso gratuitamente dal monastero di Gouvernèto. Ospita 5 ambulatori e la farmacia: l’ambulatorio di pediatria [15 bambini visitati a settimana], l’ambulatorio di medicina generale [20-23 persone visitate a settimana], l’ambulatorio di oculistica, quello di psicologia [5 psicologi. Il disturbo più diffuso è la depressione, ma anche lo stress post-traumatico degli immigrati] e quello dove si effettuano i pap-test. La ginecologia viene oggi dirottata negli studi privati solidali o negli ospedali, insieme ad esami diagnostici come tac ed ecografie. Tutte le apparecchiature sono donazioni. In farmacia lavorano ogni giorno 3 persone. Il magazzino per la raccolta e la catalogazione dei farmaci è a poca distanza e ci lavorano 4 persone.

L’ambulatorio, aperto dal lunedì al venerdì, assiste 1.300/1.400 pazienti ed è attivo dal 2012. Ci lavorano 30“solidali”, come amano chiamarsi i volontari, con turni settimanali di 12 ore. Il volontario più anziano ha 82 anni e il paziente più giovane ha un mese e mezzo.

Chanià, città ricca e fortemente basata sul turismo, possiede però le sue criticità, pur essendo una città solidale per tradizione: da sempre i medici prestano assistenza gratuita alle persone in difficoltà. I pazienti sono tutte persone a basso reddito (meno di 6.000 € l’anno), che non chiedono l’elemosina ma lottano per la loro dignità. Alcuni – almeno 30 i segnalati- non hanno un tetto, e molti sono profughi e migranti provenienti dalla Turchia. Quest’anno ne hanno visitati circa 200, alcuni direttamente sui barconi. “I solidali non sono qui per compassione” dice Manolis” ma perché non potrebbero fare diversamente, non potrebbero dormire tranquilli se non lo facessero.”

Oltre all’assistenza sanitaria raccolgono cibo, latte e vestiario per bambini, fanno opera di sensibilizzazione nella regione, mandano i loro medici sulle spiagge degli sbarchi per salvare ed accudire i migranti e ad Atene nei campi profughi.  Fanno pap-test ed esami prostatici gratuiti e infine si preparano per il futuro, poichè temono che fra non molto la Turchia aprirà le frontiere per espellere i rifugiati. Attualmente le cifre ufficiali di migranti presenti in tutta la Grecia parlano di 65.000 persone, ma i solidali pensano si tratti di 70/75.000. La propaganda della destra xenofoba parla di 2.000.000 di persone.

Collaborano con “Medici nel Mondo”, associazione umanitaria presente in città. A Chanià ci sono anche 3 mense popolari che erogano 750 pasti alla settimana. Una mensa è stata allestita dalla chiesa ortodossa, un’altra dagli abitanti di un quartiere e la terza è una cucina sociale. Molti rifugiati provengono dalla Siria, perciò ci sono diversi interpreti, soprattutto siriani provenienti da Hamintiè, cretesi deportati da un sultano alla fine del 1800, che ancora parlano greco (le vie tortuose della storia!). Molti anche i Curdi, e poi dominicani, uruguayani, romeni e perfino un inglese.
   

    

Tutti i farmaci provengono in gran parte dai cittadini di Chanià. “Voi italiani siete i primi a donare farmaci. Seguono Germania, Lussemburgo e Belgio”. I farmaci più costosi riescono comunque ad ottenerli anche grazie alla collaborazione di alcuni medici degli ospedali.

“La cosa che ci interessa di più, “dice Manolis “ è far capire che la solidarietà è più importante del farmaco che regaliamo. Che il mondo non si cambia con un farmaco, ma che possiamo vivere meglio tutti aiutandoci l’un l’altro.”
Dopo la crisi sono 9.000 i medici greci all’estero e 220.000 sono le persone emigrate.
“La crisi sta colpendo in diversa misura tutti i paesi. Noi solidali non siamo pochi ma siamo sparsi nel mondo, ed è importante ogni tanto incontrarsi e confrontarsi da vicino come facciamo noi oggi.”

Dopo aver assaggiato dei buonissimi kalitsoùnia preparati dai solidali, salutiamo e facciamo un altro giro in città. Alle 20,30 appuntamento in un locale prenotato dall’ambulatorio con musica dal vivo e piatti tipici. Lunga tavolata sotto gli alberi del cortile, profumo di fiori e di buon cibo. Commensali Manolis, la moglie Zoe e la piccola Marina, che erano venuti a trovarci in ottobre a Milano, la farmacista Lily Bitsàki , l’infermiere Ghiorgos Frankoudàkis, l’anestesista Eleftherìa Lionàki, tutti volontari dell’ambulatorio.

Serata piacevolissima, ci salutiamo con un arrivederci….

 

GOLA DI AGHIA IRINI E SOUGIA (Αγία Ειρήνη e Σούγια)

Domenica 13 maggio partenza alle 9 diretti alla gola di Santa Irene (ironia della sorte). Manolis, il nostro autista, ci aspetta appena fuori dalle mura veneziane per portarci a destinazione. D’ora in poi sarà insieme a Kallia il nostro accompagnatore ufficiale. Durante questo e tutti gli spostamenti successivi Kallia ci allieterà con i suoi racconti, spaziando dalla storia arcaica a quella più recente, dall’architettura alla conformazione geografica, la flora, la fauna, l’agricoltura fiorente dell’isola e i suoi prodotti tipici, i costumi, la cucina e la musica, dai problemi sociali alla mancanza d’acqua di quest’anno dovuta alla totale assenza di neve e pioggia ecc. ecc. intercalando con episodi della sua vita e quella della sua famiglia.

Ferite vecchie e nuove convivono con l’orgoglio e la gioia di essere cretesi. Storia di una grande civiltà ma anche di grandi sofferenze quella di Creta, terra fertile e rigogliosa al centro del mare Mediterraneo, “per questo benedetta da Dio e nello stesso tempo maledetta” dice Kallia, ”contesa da troppi invasori fin dall’epoca minoica a causa della sua posizione strategica.”

Arrivati all’inizio del percorso di trekking, scendono dal pullman i camminatori. Appuntamento a Soùgia. La passeggiata nella gola, che scende fino al mare percorsa da un ruscelletto in secca tra grandi platani, pini, cipressi, querce, ulivi, oleandri in fiore e una flora autoctona molto particolare, è molto piacevole.
Gli altri continuano il viaggio fino a Soùgia, piccolo villaggio sul mare con bellissima spiaggia, dove si tuffano in un mare fresco e tonificante e vengono più tardi raggiunti dal

resto gruppo dopo la camminata.

Pigro pomeriggio al mare e cena nella taverna tradizionale ben apparecchiata all’aperto in un grande cortile fiorito. “Da Polifemo”, un tipo però molto amichevole e con due occhi.  Ottima cena, passeggiata a mare e tutti a nanna.

 

KANDANOS, ELAFONISSI E FALASARNA (Κανδανος, Ελαφονήσι, Φαλάσαρνα)

Lunedì 14 maggio partenza alle 9 diretti ad Elafonìssi, celeberrima spiaggia e parco naturale.
Lungo la strada passiamo per Kàndanos, villaggio completamente raso al suolo dai nazisti e 180 dei suoi abitanti fucilati per rappresaglia dopo l’uccisione di 25 paracadutisti tedeschi da parte della Resistenza Cretese. Il villaggio venne ricostruito dopo la guerra e vi si trovano ancora l’iscrizione lasciata a monito dai nazisti ( Qui sorgeva Kàndanos, distrutta come punizione per l’uccisione di 25 soldati tedeschi. ) e un museo che raccoglie le testimonianze fotografiche dell’epoca.

Proseguiamo lungo una strada tortuosa e piuttosto pericolosa, soprattutto difficile da percorrere con un pullman per le sue curve strette. Kallia, che siede in prima fila, sospira ad ogni curva, ma il nostro Manolis è un ragazzo sveglio, conosce le strade e guida molto lentamente e con grande prudenza.

    

Arriviamo ad Elafonìssi, l’isola del cervo (Elafi). Kallia dice che Il nome deriva in realtà da làfira (bottino) La lettera e è stata aggiunta successivamente per ingentilirlo. Questa era l’sola dei pirati: qui, sotto le dune, nascondevano i loro bottini. Ora le tartarughe ci nascondono le loro uova. L’isola sta difronte ad una grande spiaggia di corallo bianco e rosa e si raggiunge attraversando a guado un breve tratto di mare turchese. Un paradiso fatto di colori e profumi di erbe selvatiche tra le dune di sabbia. Sole caldo, vento freddo e acqua gelata.

Riprendiamo la strada di nuovo molto tortuosa e difficile ma fiancheggiata senza sosta da oleandri rosa in fiore a cui si alternano gialle ginestre. Arriviamo a Falàsarna, bellissima spiaggia sotto un costone sollevatosi per bradisismo, grazie al quale sono ancora visibili i resti di un antico porto dei tempi di Alessandro Magno. L’albergo si trova in alto sul costone. Ci accolgono i simpatici proprietari Anastasìa e Stàthis. Alcuni scendono in spiaggia. Cena in un ristorante con vista sul mare e riposo in albergo.

MONASTERO DI AGHIA TRIADA ZAGAROTO, STAVROS E RETHIMNO 
(Αγία Τριάδα, Σταυρòς , Ρέθυμνο )

      

Martedì 15 maggio. Dopo un’ottima colazione si parte per Akrotìri, la penisola accanto a Chanià, per visitare un gioiello dell’architettura sacra ortodossa: il complesso monastico di Aghìa Triàda (SantaTrinità) o di Zagaroto, dove ricchissimi e curatissimi giardini e chiese accolgono i pellegrini avvolgendoli nella pace e nel silenzio.   Nel primo cortile Kallia ci fa notare un arancio, un limone e un mandarino innestati su un unico tronco, simbolo della Trinità. Durante la visita non ci stanchiamo di fotografare scorci e panorami sempre diversi.

Riprendiamo il pullman verso Rèthimno. Lungo la strada ci fermiamo a fare il bagno e mangiare qualcosa a Stavròs, famosa spiaggia dove è stato girato il film Zorba il greco. Acqua fresca e cristallina, una meraviglia.

Di nuovo sul pullman e via per Rèthimno, arriviamo giusto per riposarci un po’ e uscire tutti insieme per visitare insieme a Kallia l’antica città, il porto e il castello veneziano. Rèthimno è anche una città universitaria, per le strade si vedono molti giovani.

 Tra le viuzze che sembrano calli, reminiscenze di architettura turca e veneziana insieme. Minareti accanto a chiese ortodosse e cattoliche e monumenti veneziani, come la Fontana Rimondi. Anche tanti bei negozietti, ma dobbiamo affrettarci perché siamo attesi alla farmacia dell’l’ambulatorio.

AMBULATORIO SOCIALE di SOLIDARIETA’ di RETHIMNO
(Ιατρειο Κοινωνικής Αλληλεγγυης Ρεθύμνου)

  

Ci accolgono nella farmacia sociale Caterina Papadokostàntaki, che avevamo conosciuto a Milano in occasione dell’incontro di ottobre, ostetrica e psicologa. Insieme a lei Olga Grafàkou, presidente dell’associazione Amici dell’Ambulatorio Sociale, Stella Stavroulàki della segreteria, Meni Safalìdis del magazzino farmaceutico e Andreas Koùnoupas, farmacista, che insieme ad Olga ci presenta l’ambulatorio.  Mentre li ascoltiamo assaggiamo deliziosi spuntini preparati per noi e beviamo l’immancabile raki.
Ci troviamo nella farmacia, un locale su strada, proprio difronte all’ambulatorio che si trova invece al primo piano, e che oggi è usato solo in parte perché è stato rovinato da un allagamento. I solidali sono in attesa di una nuova sede che si trova nelle vicinanze e che dev’essere ancora risistemata.

Nell’ambulatorio troviamo gli studi di pediatria, ginecologia, odontoiatria e medicina generale. Le analisi vengono fatte presso gli ospedali o presso medici esterni. Mentre la farmacia è di proprietà del Comune, per l’ambulatorio pagano l’affitto con le donazioni (350 € al mese). Hanno chiesto al Comune di accollarsi le spese per quello nuovo.

Si tratta del primo ambulatorio solidale aperto in Grecia 10 anni fa. Era rivolto ai migranti senza documenti e senza cure, perciò i greci lo vivevano come qualcosa di estraneo e parecchio modesto, ma con l’aggravarsi della crisi hanno cambiato idea e hanno cominciato a frequentarlo, crescendo ogni anno di numero. Oggi, dopo la riappropriazione del diritto alla salute pubblica da parte di tutti i cittadini, l’afflusso è diminuito e sono diminuiti anche i volontari che ci lavorano. I bisogni però permangono: ci sono famiglie di profughi di cui uno solo ha i documenti e in generale ci sono ticket sui farmaci molto alti, che non tutti possono pagare. Le cartelle dei pazienti sono in tutto 2.000.
Prima della nuova legge le visite erano circa 150 al mese, ora sono 60. Prima per le vaccinazioni spendevano 30.000 € all’anno, ora 5.000. I volontari fissi erano 50, ora sono la metà.

Ci sono molti psicologi solidali ma il loro aiuto non è ritenuto importante quanto potrebbe esserlo. Nel sistema sanitario nazionale non è contemplato e viene poco richiesto anche nell’ambulatorio, mentre ci dicono che in tutta la Grecia negli ultimi anni ci sono stati molti suicidi dovuti alla crisi, soprattutto tra gli uomini di mezza età che avevano perso il lavoro.

  

In farmacia lavorano da 6 a 8 persone, di cui 4 farmacisti. I farmaci vengono portati dai cittadini oppure vengono acquistati dall’associazione Amici dell’Ambulatorio Sociale. A volte viene creato un evento per una raccolta speciale di determinati farmaci o per una sovvenzione.
I farmaci più richiesti sono naturalmente quelli per le malattie croniche. L’ambulatorio cerca di coprire sempre il fabbisogno anche se non ha il farmaco in magazzino (ad es. pagano il ticket dell’insulina ad alcuni pazienti) e per questo accetta donazioni in denaro.

L’obiettivo dei solidali è quello di chiudere un giorno l’ambulatorio: lo farebbero con gioia se i problemi dei loro concittadini fossero risolti, ma la situazione è ancora molto critica.

Salutiamo i solidali e ci dirigiamo verso un ristorante in riva al mare dove ci hanno preparato una lunga tavolata e una cena veramente speciale, con piatti tipici cretesi cucinati con ingredienti genuini.  Qui conosciamo Nicolìa Savrani , pediatra dell’ambulatorio e il marito Manolis, proprietario del ristorante, coltivatore e allevatore dei prodotti serviti in tavola. C’è anche il marito di Caterina, Kostas, che ha studiato in Italia e parla molto bene la nostra lingua e le sue figlie insieme ad altri ragazzi. Serata bellissima, accompagnata dalla musica di un gruppo di studenti dell’Epiro, che suona e canta soavi musiche tradizionali. E’ l’occasione giusta per poter ballare. Il tempo vola tra chiacchiere e musica, ci salutiamo di nuovo con un arrivederci….

KOURTALIOTIS, PREVELI E PLAKIA’ ( Kουρταλιωτης, Πρέβελη, Πλακιά)

Mercoledì 16 maggio. Gita a Prèveli, la spiaggia di palme a sud dell’isola.  Percorrendo la suggestiva e imponente gola di Kourtaliòtis raggiungiamo il monastero di Prèveli, risalente al 17esimo secolo, noto per aver partecipato alla resistenza contro gli invasori tedeschi nella seconda guerra mondiale e aver dato rifugio a molti soldati alleati, aiutandoli a fuggire dalla spiaggia via mare. Per questo il monastero e la chiesa furono devastati dai nazisti e i monaci imprigionati.

IMG_20180516_110457Costruito in collina su diversi terrazzamenti, il monastero offre ai visitatori una vista spettacolare sul mare e un’architettura spartana ingentilita da alberi, rampicanti fioriti e floridi cactus in grandi vasi di terracotta.
Interessante il museo delle icone, bella la piccola chiesa raccolta ma ricca di decori e ornamenti.

Dopo la visita ci dividiamo di nuovo: i camminatori scendono alla spiaggia di Prèveli attraverso il parco naturale che lungo le rive del fiume Kourtaliòtis scende fino al mar Libico, mescolando acque dolci ad acque salate. Qui si trova uno dei più rari palmeti naturali d’Europa e improvvisamente ci si sente catapultati in un paesaggio esotico che ricorda il Nilo.
Gli altri raggiungono in pullman la spiaggia di Plakià, dove potranno godere di un altro pomeriggio al mare.

Il pullman riparte da Plakià, passa a prendere i camminatori davanti al monastero e si ritorna tutti a Rèthimno, dove ci sparpagliamo per la città a fare piccoli acquisti e cercare accattivanti ristorantini per la cena

 

HERAKLION – CASA DELLE DONNE MALTRATTATE (Σπίτι της κακοποιημένης γυναίκας)

Giovedì 17 maggio si parte da Rèthimno diretti ad Heraklion. Qui siamo attesi presso la sede dell’associazione “Casa delle Donne Maltrattate”.  Ricordiamo che l’associazione, che non conoscevamo, ci era stata segnalata a suo tempo proprio da Kallia! La casa albergo si trova invece in un luogo segreto e protetto a cui nessuno può avere accesso.

Ci accolgono la presidente Meri Pachiadàki e le solidali dell’ambulatorio sociale Caterina e Gheorghìa, che avevamo ospitato a Milano in ottobre. Grandi abbracci e commozione.

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La sede si trova in un bell’edificio nuovo e ben arredato, luminoso ed accogliente. Sono presenti molte volontarie. Ci sistemiamo su un lungo tavolo dove naturalmente sono già ben disposti gran piatti di dolcetti, pite, torte e biscotti.

Meri ci dà il benvenuto e ci ringrazia per l’evento di ottobre e per l’ospitalità. Ringrazia anche Paola Merli, che rappresenta la Coopselios, per il loro importante sostegno economico. “Oggi ci troviamo tra amici, dice, una faccia una razza!”

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Elefterìa Deligianni, assistente sociale, e successivamente M.Franghiudàki ci presentano l’associazione. Nasce 20 anni fa da un gruppo autogestito di donne per occuparsi della violenza endofamiliare sulle donne. Viene a fatica ufficializzata dallo stato nel 2000 e diventa membro delle organizzazioni femminili greche europee. Si occupa anche di problemi dell’infanzia.

Le loro azioni sono molteplici:

  • Lotta per la parità e la dignità femminili, sensibilizzazione dell’opinione pubblica attraverso eventi o lavori di gruppo nelle scuole e nelle aziende.
  • Partecipazione a 4 progetti europei:

1 Progetto Whosheva – si occupa della salute e del benessere delle donne anziane negli ospedali e nelle case di riposo attraverso corsi di sensibilizzazione del personale (2106/2018)

2 Progetto Tisova – si occupa a tutto campo delle donne anziane, che sono particolarmente esposte a forme di violenza anche in casa, con azioni dirette presso case e associazioni (2017/2020)

3 Progetto Disco – per creare servizi efficaci di consulenze e aiuto a distanza dentro casa, attraverso SOS telefonico, chat, e-mail, skype. (2017/2019)

4 Progetto Erasmus 2017 – ospita professionisti provenienti da altri paesi europei per creare un protocollo comune in tutta Europa, che codifichi i comportamenti e organizzi corsi specializzati per operatori. In questo momento sono ospiti presso la Casa delle Donne Rebecca, insegnante spagnola, e Miriam, avvocato francese, che ci salutano.

  • Prevenzione e assistenza attraverso il numero verde SOS aperto 24 h. e raggiungibile da tutta l’isola e dalle isole vicine, ma anche da tutto il territorio greco o dall’estero
  • Centro Consulenza che lavora su appuntamento e dà consigli di comportamento in caso di violenza: come denunciare, come aiutare i figli, come trovare medici e aiuto psicologico, sostenere i figli con lezioni private e attività sportive, ecc. Per questo lavoro possono contare su molti professionisti all’esterno che offrono gratuitamente il loro aiuto.
  • Casa Albergo per le donne vittime di violenza familiare che non hanno alcun sostegno economico. Possono portare anche i loro figli e trovano assistenza medica e psicologica. L’edificio è concesso in uso dal Comune.
  • Anìko, centro consulenza e aiuto per senzatetto e persone disagiate. Offre loro casa, cibo e assistenza sanitaria e li aiuta a reinserirsi nella società. L’edificio, concesso dal ministero del , ospitava 32 persone, ora sono 30 perché 2 sono riusciti a trovare un lavoro e rendersi indipendenti. Per poter continuare ad esistere questo centro spera nel nuovo programma ministeriale per aiutare le persone colpite dalla crisi, atteso nel febbraio del 2019.
  • Infine il nuovo progetto a cui stanno lavorando: la Casa degli Angeli, che ospiterà 28 bambini da 0 a 6 anni abbandonati alla nascita negli ospedali, con l’obiettivo di farli crescere e introdurli gradualmente in una famiglia adottiva. La costruzione della casa è già in fase avanzata ed è finanziata esclusivamente da donazioni.

Per finire facciamo alcune domande, pensando alla frequenza delle violenze e dei femminicidi nel nostro paese. Le operatrici non hanno statistiche ma dicono che i femminicidi in Grecia non sono così frequenti. Nel 2006 è stata varata una legge per cui anche un solo episodio di violenza è sufficiente per condannare l’autore, mentre da noi la violenza dev’essere provata e reiterata. Un’altra legge partita proprio da Heraklion e successivamente estesa a tutta la Grecia dice che in caso di violenza tutti debbano avere copertura legale gratuita.

Ringraziamo e ci salutiamo per ritrovarci più tardi al ristorante. Ci avviamo verso l’Ambulatorio Sociale.

AMBULATORIO E FARMACIA SOCIALE DI HERAKLION (Κοινωνικό Ιατρείο – Φαρμακείο Αλληλεγγύης Ηρακλείου)

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In un bell’ edificio della città universitaria ci accolgono la farmacista Caterina Kouroupàki e la tesoriera Gheorghìa Kollia, che ci hanno preceduti, insieme ad altre volontarie. Anche qui non mancano kalitsounia e dolcetti, nonché raki e un pensiero gentile per ciascuno di noi con le foto più belle dell’isola

Gheorghìa e Caterina ci presentano l’ambulatorio, nato nel 2012 dall’iniziativa autonoma di alcune persone per aiutare chi non aveva assistenza sanitaria. All’inizio operavano in un piccolo appartamento in affitto nel centro storico, poi l’Università ha offerto loro i locali in cui ci troviamo. Da quando l’università si è trasferita altrove, gli spazi sono occupati oltre che dall’ambulatorio da foresterie per gli studenti e da locali ad uso delle scuole.

Non ricevono sovvenzioni da nessuno, tutti i solidali lavorano gratuitamente, i farmaci vengono donati o acquistati direttamente dall’ambulatorio. I fondi provengono dai cittadini di Heraklion e da associazioni estere. Tutte le apparecchiature provengono da donazioni.

Gli ambulatori presenti sono: Medicina interna, Oculistica, Ginecologia, Psichiatria, Pediatria e Odontoiatria.

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C’è anche la segreteria, la farmacia e un deposito per esaminare e catalogare i farmaci. Ecografie, radiografie, particolari accertamenti diagnostici sono eseguiti gratuitamente all’esterno.
Nell’ambulatorio lavorano 300 volontari, che si riuniscono ogni mercoledì in assemblea generale per prendere le decisioni comuni. Per le decisioni correnti c’è un direttivo.

Attualmente vengono a farsi visitare circa 300 pazienti al mese. 2.700 sono le cartelle. Per le visite specialistiche collaborano anche medici esterni, mentre per i farmaci arrivano tutti qui.
Fino al 2016 facevano anche moltissimi vaccini, ora soprattutto forniscono farmaci a chi non può pagare il ticket e assistono i profughi. Una volta alla settimana una loro equipe va nelle scuole, dove un laboratorio di cucina diventa il pretesto per fare una visita oculistica ai bambini.
Ma la crisi continua e impoverisce tutti. Arrivano meno donazioni e meno aiuti, i fondi scarseggiano. Domani ci sarà un concerto di beneficenza in un teatro della città per raccogliere nuovi fondi, speriamo abbia successo.

Visitiamo gli ambulatori, grandi e ben arredati, luminosi. Nella sala d’aspetto all’ingresso un cartello dice: “Canalizza la tua rabbia”. Un quadro di Koundouris raffigura un salvagente salvato da una trasfusione….

KNOSSOS E MUSEO ARCHEOLOGICO (Κνωσός-Αρχαιολογικό μουσείο του Ηρακλείου)

 Alle 15 ci muoviamo verso Knossos . Certo non è l’ora più adatta per una visita archeologica sotto il sole cretese e 30 gradi all’ombra, ma Kallia è capace di far dimenticare caldo e fatica con quel suo modo affabulante di raccontare la storia, proiettandoci a 35/40 secoli fa in una città-palazzo, che solo grazie a lei possiamo immaginare. Stupefacenti le canalizzazioni sotterranee, le fognature e i canali di scarico, l’approvvigionamento di acqua sempre disponibile, gli espedienti architettonici per raffrescare l’aria, il culto del colore e delle pitture che decoravano in origine gran parte degli edifici, semplicemente per abbellire i luoghi di vita.

Più tardi ci aspetta una bella serata in compagnia dei solidali in un ristorante prenotato per noi. Ci sono tutti, Meri, Gheorghìa e il marito, Caterina, altre simpatiche solidali e anche Kallia col marito Dimitri.

Anche qui buon vino buon cibo buona compagnia, cosa ci può essere di meglio? Siamo come sempre viziati dai nostri ospiti, che salutiamo a malincuore.

Ma solo il mattino dopo, venerdì 17, visitando il museo archeologico di Heraklion possiamo capire quanto sia stata grande la civiltà minoica e quanta tecnica, quanta raffinatezza, quanta cultura abbia portato nel Mediterraneo, tuttavia soggiogata dopo 5 secoli di sviluppo dalla più arretrata e aggressiva civiltà guerriera micenea.

La bellezza degli affreschi e delle sculture, i vasi e le suppellettili, gli oggetti d’uso quotidiano, i gioielli, l’eleganza degli abiti e delle acconciature lasciano senza fiato.

Ancora un giro con Kallia nella sua città per vedere la fontana Morosini coi quattro leoni veneziani e la chiesa di San Tito, patrono dell’isola, originariamente bizantina poi cattolica poi moschea turca e infine ortodossa. Veloce spuntino e appuntamento con Kallia (sigh!) per l’ultimo saluto. Il nostro tour si conclude qui, portiamo con noi le sue parole e le immagini di quest’ultimo viaggio nella storia.

Ci mettiamo sul pullman, passiamo dall’albergo e poi via verso l’aeroporto di Chania. Lungo il percorso Manolis ci tiene a farci visitare il parco in cui si trova la tomba di Venizèlos, lo statista cretese che combattè per l’indipendenza dai Turchi e più tardi per l’unione di Creta alla madrepatria greca. Fu in questo luogo, da cui si gode una vista incantevole su Chanià, che i rivoluzionari cretesi innalzarono la bandiera greca per chiedere l’unione politica.

Raggiungiamo l’aeroporto, ringraziamo e salutiamo anche il riservato ma fiero Manolis
(vero cretese) e ci imbarchiamo alle 21,30 per tornare a Milano.

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